19. L’impurità sulla pelle e negli indumenti

Sotto il Patto Mosaico, quando gli israeliti si macchiavano del grave peccato di sacrilegio contro le cose sante o la santità di Dio, in accordo ai termini del Patto, Dio mandava loro alcune malattie della pelle (che le nostre traduzioni italiane traducono impropriamente usando il termine 'lebbra') e delle macchie maligne sui loro indumenti per rivelare loro il potere distruttivo del peccato e della maledizione adamica e la loro condizione di impurità cerimoniale. Una volta guarito, l’israelita doveva ricercare la propria purificazione cerimoniale per uscire dal suo isolamento, e per ritornare ad avere comunione con Dio e col popolo del Patto.

Vedremo dunque:

1.      L’impurità manifestata dalla pelle e dagli indumenti (vv. 1-44 e 47-59)
2.     L’isolamento necessario per l’impurità accertata (vv. 45-46)
3.     La purificazione eterna donata dal Puro

Rev. Vincenzo Coluccia

Dopo aver lavorato per dieci anni nell’ambito dell’ingegneria strutturale, Vincenzo si è laureato in teologia presso il Westminster Seminary California. Ora è un ministro di culto ordinato presso la Chiesa Presbiteriana in America (PCA) incaricato dal Presbiterio della Costa Meridionale della California di fondare una chiesa presbiteriana nel capoluogo Salentino attraverso la Mission to the World (MTW), l'agenzia missionaria della PCA, per cui lavora insieme alla moglie Judit dal 2020. Attualmente, Vincenzo è pastore della Chiesa Presbiteriana di Lecce, città in cui vive assieme alla moglie Judit, e i figli Abigail, Samuel ed Emmanuel.

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18. L’impurità manifestata e purificata