23. Dal Giorno dell'Espiazione alla eterna realtà espiatrice di Cristo
Testo: Levitico 16:1-34
Noi umani siamo produttori compulsivi di sporcizia. Per questo, ogni tanto dobbiamo fermarci per fare le profonde pulizie casalinghe che eliminano lo sporco e la spazzatura che ordinariamente non rimuoviamo. Spiritualmente parlando, l’uomo decaduto è un produttore compulsivo di peccato e impurità. Per questo, Dio istituisce col cap. 16 il Giorno dell'Espiazione, o ‘Yom Kippur’, ossia quel giorno speciale nel calendario ebraico che, come un’annuale profonda pulizia primaverile, doveva “spazzare via” tutti i peccati accumulati da Israele nei 12 mesi precedenti e non ripuliti attraverso i sacrifici giornalieri, assicurando non solo la presenza stabile di Dio in mezzo a Israele per un altro anno, ma concedendo per un giorno, a un solo uomo, al sommo sacerdote, di entrare nel Luogo Santissimo (simbolo del paradiso) per riportare Israele in una vicinanza con Dio, quasi come quella avuta da Adamo ed Eva prima della Caduta e del loro allontanamento verso Est.
Vedremo dunque:
1. Il rituale annuale dell’espiazione levitica
2. La realtà perenne dell’opera espiatrice di Cristo
3. La risposta grata del credente perdonato